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  • Smarter Engagement 2016: 20 Maggio a Milano – Partecipa! Smarter Engagement 2016: 20 Maggio a Milano – Partecipa!

    Smarter Engagement 2016: 20 Maggio a Milano – Partecipa!

Smarter Engagement 2016: 20 Maggio a Milano – Partecipa!

L’attenzione all’esperienza del cliente è un tema di crescente importanza. In questo senso i benefici forniti dalla tecnologia sono essenziali per ottenere risultati d’eccellenza in ottica di customer engagement. Informazioni come il sentiment delle discussioni sui social, la profilazione avanzata delle nuove audience digitali, l’arricchimento delle anagrafiche aziendali con i dati social degli stessi utenti, il monitoraggio in tempo reale dei social media, permettono al management aziendale di conoscere chi sta guidando le conversazioni online sui mercati di riferimento, valutarne l’importanza ed ingaggiarli direttamente in conversazioni utili al brand. Smarter Engagement 2016 Organizzata da chorally.com, strumento enterprise di innovazione per il customer engagement, Smarter Engagement Conference, è l’incontro che permette ai professionisti di parlare di innovazione sui principali temi riguardanti l’analisi dati ed il customer engagement. Smarter Engagement è un evento che riunisce menti innovative, professionisti aziendali, fornitori di tecnologia, start-up e accademici, che lavorano con Science Data, Big Data, Social CRM e Data Analytics. L’evento che si terrà il 20 Maggio nello spazio Copernico di Milano, a pochi passi dalla stazione Centrale, dalle 9 alle 17. Iscriviti Il programma prevede 2 track contemporanee dove si tratteranno tematiche come l’analisi semantica del testo, il machine learning, l’estrazione di metriche social e la loro possibilità di confronto, il coinvolgimento dell’utente tramite gamification, la local based interaction e molto altro ancora. Gli speaker sul palco, come la scorsa edizione, provengono dalle più importanti realtà aziendali italiane tra cui agenzie media, startup italiane emergenti e consultant network internazionali. Iscriviti adesso! Lascia la tua cravatta a casa. Vieni e condividi le tue idee con i colleghi, stringi nuove partnership ed amicizie!  
  • Vacanze con smartphone
    In vacanza con lo smartphone In vacanza con lo smartphone

    In vacanza con lo smartphone

In vacanza con lo smartphone

Secondo uno studio dell’agenzia di viaggi online edreams, nel corso del 2013 nove viaggiatori europei su dieci sono rimasti connessi al loro smartphone in viaggio, utilizzandolo per la ricerca di informazioni, per prenotare e per condividere la propria esperienza sui social network, tanto che la presenza della connessione wi-fi è diventata ormai un elemento fondamentale nella scelta della location del proprio soggiorno per il 76% dei viaggiatori intervistati. Il panel oggetto dello studio è composto da viaggiatori di Paesi Europei quali Francia, Spagna, Italia, Portogallo, Regno Unito e Germania, maggiormente concentrati nella fascia di età tra i 18 e i 32 anni (62%) e di sesso maschile (56%). Il 92% del campione ha dichiarato di non separarsi mai dal proprio smartphone durante tutta la durata del viaggio, consultandolo più volte durante il giorno. Ma come viene utilizzato il cellulare? Trovarsi in vacanza non significa perdere il contatto con amici e parenti: tra le 6 funzioni più importanti risulta l’invio di sms e chiamate in famiglia, seguite dalla possibilità di condividere foto sui social network. I turisti italiani e tedeschi, in particolare, dichiarano di utilizzare il cellulare in vacanza soprattutto per la ricerca di informazioni su web. Tra i social network più utilizzati Facebook si conferma il media prediletto per il 76% degli intervistati, che lo utilizzano per la condivisione di foto e contenuti di viaggio con i propri amici; per le comunicazioni in tempo reale il 58% del campione dichiara di utilizzare l’applicazione di instant messaging Whatsapp, mentre il 64% dei viaggiatori utilizza Google Maps tra le applicazioni di utilità pratica durante gli spostamenti. In […]
  • digital audience
    La Digital Audience in Italia La Digital Audience in Italia

    La Digital Audience in Italia

La Digital Audience in Italia

In Italia smartphone e tablet battono il computer di casa in fatto di navigazione: per 7,4 milioni di italiani l’accesso a Internet avviene esclusivamente attraverso dispositivi mobili (smartphone e tablet), mentre 5,3 milioni di persone accedono dal classico PC. E’ quanto è emerso dal rapporto Audiweb Total Digital Audience presentato lo scorso 1° luglio e riferito alle rilevazioni del primo trimestre 2014. Il panel mobile è composto da appartenenti alla fascia di età compresa tra i 18 e i 74 anni: in totale  35,6 milioni di individui che accedono a Internet da qualsiasi luogo e strumento, tra cui 20,7 milioni, in particolare, risultano possessori di smartphone e 6,8 milioni possessori di tablet.   I trend di utilizzo rilevati tra marzo 2013 e marzo 2014 mostrano un generale aumento delle connessioni a Internet da tutti i device disponibili, con un decisivo incremento dell’uso dei tablet pari al +113,5%. Più contenuto l’aumento percentuale relativo agli smartphone il cui dato è però disponibile solo da dicembre 2013. L’accesso esclusivo da smartphone supera nel giorno medio l’uso dei PC, mentre si afferma la categoria dei “cross screen surfers” (64% del campione), attiva in particolare tra i giovani.   Nell’universo dei multi-screen surfers la televisione è ancora il medium più presente: 35,6 milioni di italiani spendono mediamente 5 ore e 46 minuti davanti il televisore, a fronte […]
  • Israele e Palestina
    Breaking the silence Breaking the silence

    Breaking the silence

Breaking the silence

Il conflitto Israelo-Palestinese insanguina le terre del Vicino Oriente dalla fine della Seconda Guerra Mondiale ed è ancora oggi un focolaio di guerra e odio che che massacra i due stati da quasi 70 anni e influenza gli equilibri politici internazionali. In particolare, i raid israeliani di questi giorni, lanciati sulla striscia di Gaza con l’intento di colpire le postazioni di Hamas dopo l’uccisione di tre giovani ragazzi ebrei, si abbattono inesorabili sulla popolazione civile, rianimando un conflitto senza soluzione di continuità di cui siamo ormai abituati ad ascoltare l’eco lontana, tanto che le lacrime dei brasiliani sconfitti sui campi di calcio dei Mondiali 2014 sembrano aver suscitato l’attenzione mediatica globale più delle lacrime e del sangue che scorrono nei campi di battaglia di Israele e Palestina. Tuttavia, da un monitoraggio sui canali social effettuato nei giorni scorsi emerge chiara l’attenzione e la sensibilizzazione dell’opinione pubblica italiana su web e social media, generando oltre 6.000 post accomunati dall’hashtag #breakingthesilence, intenzionati cioè a portare alla luce l’evoluzione del conflitto e a sensibilizzare l’intervento delle istituzioni per fermare i bombardamenti su Gaza. Forse non è un caso che “Breaking the silence” sia anche il nome dell’organizzazione no profit dei soldati israeliani, che si propone il compito di riportare le verità della vita sul fronte presso la popolazione civile, unificando le due parti almeno nel comune intento di “rompere il silenzio” e portare all’attenzione dell’opinione pubblica interna e internazionale i fatti e le conseguenze di questa guerra. Un silenzio che si fa ormai “assordante”, come riportato in uno dei tweet più condivisi, postato dal gruppo musicale italiano 99Posse:
  • Social Media State of the art
    Stato dell’arte del Social Media Marketing Stato dell’arte del Social Media Marketing

    Stato dell’arte del Social Media Marketing

Stato dell’arte del Social Media Marketing

Lo scorso maggio è stato pubblicato il report di Social Media Examiner sullo Stato dell’Arte del Social Media Marketing, che analizza lo stato attuale e i futuri trend di utilizzo dei canali social nella strategia di marketing aziendale. Lo studio è stato condotto su 2.800 professionisti del marketing con lo scopo di capire come stanno utilizzando i social media per espandere il proprio business in termini di tempo impiegato sui nuovi canali, di benefici percepiti, di piattaforme più utilizzate. In generale, dai risultati dell’indagine si percepisce un’alta percezione di valore sui social media: il 92% degli operatori del settore dichiara che i social media sono una componente fondamentale del proprio lavoro; il 68% è intenzionato ad ottimizzare l’uso del blog eleggendolo ad area a maggiore investimento del 2014; il 21% pensa di includere l’uso di podcast nella propria strategia social; il 58% crede nell’importanza della produzione di contenuti originali nell’attività di pubblicazione. D’altro canto, c’è ancora molta incertezza in termini di misurazione dei risultati: solo il 7% del campione crede fortemente di poter misurare il ROI delle proprie azioni di Social Media Marketing, il 30% è d’accordo sulla possibilità di farlo, mentre il 35% è ancora incerto. Posizioni incerte anche in termini di percezione dell’efficacia della propria strategia social: solo il 43% pensa che le proprie azioni di social media marketing siano efficaci. In particolare, chi opera nel settore B2C manifesta percezioni più positive in termini di efficacia, rispetto ai colleghi del settore B2B. Ma quanto tempo viene dedicato alle attività sui canali social? Il 64% dichiara di utilizzare i social media per 6 ore o […]
  • social selling
    I tre stadi della maturità social I tre stadi della maturità social

    I tre stadi della maturità social

I tre stadi della maturità social

Esistono 3 stadi di maturità social: una prima fase di raccolta fan attraverso la diffusione di contenuti e materiali, campagne social e concorsi; una seconda fase di engagement, basata sull’interazione con i propri fan e sulla creazione di un dialogo bilaterale; infine, una terza fase, che consiste nella costruzione di un canale di vendita social, trasformando i fan in acquirenti. Se questa opzione vi sembra ancora lontana, pensate ad Internet in tempi non sospetti quando nessuno, eccetto Amazon ed ebay, avrebbe fatto affidamento sulla possibilità di vendere attraverso il web… Oggi aziende come PepsiCo o Tesco hanno già iniziato a generare vendite attraverso i social media…la sfida per tutti gli altri è quella di non rimanere indietro alla fase di pubblicazione, acquisendo consapevolezza di quale sia lo stadio in cui ci si trova attualmente e lavorare per passare a quello successivo. I social media sono delle community basate sulla condivisione di interessi di persone potenzialmente in grado di esercitare influenza, ognuna nell’ambito del proprio network di contatti. Raggiungere la maturità social a livello aziendale significa comprendere questo punto e capire come queste community possono non solo acquistare i nostri prodotti, ma addirittura venderli per conto dei brand “evangelizzando” i propri contatti. Il modello del social selling, nello specifico, prevede la sussistenza di tre elementi: 1) una politica di prezzo dinamica, in base a cui far scendere il prezzo di un prodotto man mano che sale il livello di partecipazione degli utenti; 2) un modello partecipativo che inviti gli utenti ad avere parte attiva nel processo di creazione di valore e produzione dei contenuti; 3) gamification: generare un gioco competitivo in base al quale premiare i consumatori che portano altri utenti ad acquistare.
  • Trust
    Quanto possiamo fidarci dei siti web? Quanto possiamo fidarci dei siti web?

    Quanto possiamo fidarci dei siti web?

Quanto possiamo fidarci dei siti web?

Per rispondere a questa domanda, l’Online Trust Alliance (OTA) pubblica annualmente un’analisi finalizzata a indagare quanto i siti web possono considerarsi affidabili in termini di sicurezza e protezione dei dati dei consumatori nei settori dell’Internet Retail (IR); in ambito bancario (FDIC); in ambito social; tra i siti già membri OTA (tra cui ebay, PayPal, Microsoft) e nel settore informativo. Dai risultati dell’indagine effettuata su 800 siti web presi in esame, solo il 30,2% è risultato salvaguardare efficacemente i dati dei consumatori in termini di protezione del dominio e del marchio, di tutela della privacy e di sicurezza, lasciando il 70% nel calderone dei siti poco affidabili. Nella comparazione dei risultati dell’ultimo triennio, dopo i siti membri OTA, i siti social (tra cui social network e piattaforme di gamification) hanno ottenuto i migliori risultati, dove Twitter, in particolare, conferma il punteggio più alto in termini di affidabilità, insieme a Facebook, Tumblr, Badoo e Linkedin. Seguono in classifica i Top 100 dell’Internet Retail, mentre solo il 4% dei siti di informazione rispecchia i requisiti di affidabilità, percentuale in cui rientrano Google News e il New York Times. Nello spaccato delle carenze per settore il primo posto è occupato dai portali web bancari (65% dei failing), seguiti dai siti di informazione (62%) e dagli Internet Retail (57% tra i Top 500 e 47% tra i Top 100). In particolare, le carenze sono dovute a un’inadeguata protezione del dominio e del brand, tutela della privacy insufficiente, debole sicurezza del sito e infrastruttura server. Tra le […]
  • Tifoso Brasile 2014
    Brasile 2014: quale Paese sente la vittoria in tasca? Brasile 2014: quale Paese sente la vittoria in tasca?

    Brasile 2014: quale Paese sente la vittoria in tasca?

Brasile 2014: quale Paese sente la vittoria in tasca?

L’attenzione di miliardi di persone in questi giorni è concentrata su Brasile 2014: 64 partite, in 12 città per più di 32 giorni di match. Ma le persone non si limitano a guardare gli incontri tra le squadre di calcio: vivono ogni momento di questo mondiale discutendone online, attraverso blog, forum e social media. E non solo per supportare la propria nazionale, discutere i risultati e le performance. Molte persone faranno veri e propri pronostici: quale squadra vincerà la Coppa del Mondo? Quale non ha alcuna chance di vittoria? Con il nostro partner Crimson Hexagon abbiamo pensato di indagare quale tra le nazioni favorite mostra l’atteggiamento più ottimistico sugli esiti del mondiale e quale si avvicinerà alla realtà. Nell’attività di monitoraggio sono state considerate 7 tra le squadre favorite: Spagna, Brasile, Italia, Argentina, Germania, Francia, Inghilterra. Attraverso la piattaforma ForSight sono stati analizzati migliaia di post in differenti lingue a livello globale. Cosa abbiamo scoperto sinora? Partendo dal Brasile: tra gli oltre 25,000 post analizzati, il 68% pensa che la Selecao vincerà il mondiale. Gli argentini, rivali storici del Brasile, sono meno ottimisti: solo il 49% pensa che vinceranno la Coppa del Mondo. Veniamo agli inglesi: sebbene i media abbiano già decretato basse aspettative per questo mondiale, l’80% dei cittadini UK scommette sulla vittoria del Regno Unito…anche se questi pronostici sono stati rilevati prima della partita contro l’Italia… Italia e Germania sono tra i più pessimisti, rispettivamente il 41% e il 43%. La Spagna (prima dell’eliminazione di ieri) mostrava l’83% di pareri ottimisti, mentre non si smentisce l’orgoglio nazionale francese con il 91% di impressioni positive. Per ora la […]
  • Brasile 2014
    Tifo 2.0: come web e mobile stanno cambiando il calcio Tifo 2.0: come web e mobile stanno cambiando il calcio

    Tifo 2.0: come web e mobile stanno cambiando il calcio

Tifo 2.0: come web e mobile stanno cambiando il calcio

Brasile 2014 è partito e con lui lo scambio di opinioni online di tifosi e appassionati che animano le piattaforme social, commentando in tempo reale le partite. Solo per Brasile vs Croazia sono stati generati 12 milioni di tweet globali in 94 minuti di gara…circa 130,000 tweet al minuto! Secondo una recente analisi di GoogleTrend, la Coppa del Mondo è l’evento sportivo di portata globale per eccellenza: le ricerche sui mondiali in Google Search superano quelle effettuate per Olimpiadi e Tour de France messi insieme, con una particolare concentrazione geografica nei Paesi del Sud America. Tuttavia, si prevede per questa edizione un aumento del livello di interesse e coinvolgimento dell’audience statunitense rispetto ai Mondiali 2010, probabilmente amplificati dalle possibilità interattive di smartphone e tablet. I dispositivi mobili hanno, infatti, cambiato il modo di tifare, creando possibilità di interazione in tempo reale attraverso smartphone: solo 4 anni fa, le ricerche provenienti da mobile erano il 18%, mentre le ricerche effettuate in occasione della Coppa UEFA 2014 da dispositivi mobili sono state ben il 63%, lasciando presagire una percentuale anche più alta nel corso di questo mondiale. Tuttavia, non si tratta solo di un aumento del numero di ricerche, ma di un cambiamento del comportamento di consumo: nel 2010 le query di ricerca diminuivano nel corso delle partite, poichè le persone finivano per focalizzarsi sullo schermo della TV, per poi riprendere l’attività online alla fine della partita. Quest’anno, invece, in […]
  • Social Media e PMI
    I Social Media secondo le PMI I Social Media secondo le PMI

    I Social Media secondo le PMI

I Social Media secondo le PMI

Lo scorso giovedì 29 maggio WelikeCRM ha partecipato alla presentazione dei risultati della survey sulla diffusione dei social media nelle piccole e medie imprese italiane realizzata da SR Formazione, in collaborazione con la Compagnia delle Opere di Saronno e Alto Milanese. Obiettivo della survey, condotta nel periodo compreso tra novembre 2013 e maggio 2014 su un campione di circa 140 PMI, è stato quello di analizzare la presenza e lo sviluppo delle social media abilities nelle aziende italiane. Dai risultati dell’indagine, l’85% del campione dichiara un sito web attivato, mentre solo il 19% possiede un blog. Per quanto riguarda la presenza sui canali social, il 60% delle aziende contattate dichiara di possedere un profilo social aziendale, sebbene solo il 30% disponga di un profilo Linkedin. Per quanto riguarda la gestione degli ambienti online (tra cui: sito web, newsletter, blog, forum, social network), il 32% del campione non ha risorse espressamente dedicate alla gestione di questi canali, il 30% ha in organico una sola persona, mentre il 27,8% impiega un team composto da 2 a 5 persone. Le attività considerate più importanti sono: la gestione delle richieste dei clienti tramite mail e la presentazione di prodotti e servizi attraverso il sito web, mentre minore importanza è data all’uso dei social network per la gestione della relazione con i clienti finali e presentazione di management e dipendenti. La maggior parte delle interazioni avviene principalmente via mail, sebbene il 32% delle aziende intervistate dichiari di utilizzare i social network nella gestione dei contatti con i clienti, […]