Nel 2006 il professore Jeff Jarvis, con l’articolo Why the internet will revolutionise politics pubblicato sul Guardian, spiegava come Internet da li a poco avrebbe cambiato il modo di fare politica.
Appena due anni dopo Claire Miller dalle colonne del New York Times spiegava come la campagna “social” di Obama, per le elezioni presidenziali USA del 2008, avesse effettivamente cambiato il modo di fare politica.

Nelle elezioni amministrative del 06 e 07 Maggio 2012 questo cambiamento si è avvertito anche in Italia sottoforma di Boom del MoVimento 5 Stelle, che ad un anno dalle elezioni politiche si afferma come la terza forza politica italiana.
Le motivazioni di questo balzo in avanti sono tante e spesso si ricollegano alla crisi di una classe politica ormai “troppo vecchia” e con “le stesse facce”, ma il M5S è soprattutto un partito nato su Internet: le sue sezioni sono dei forum online, i suoi volantini sono tweet e i manifesti hanno le dimensioni di un post.

Senza entrare nel merito delle valutazioni politiche abbiamo analizzato le conversazioni in rete che riguardano il MoVimento 5 Stelle, e in particolare l’andamento di queste nei sette giorni precedenti alle elezioni e nei sette immediatamente successivi (con l’esclusione dei due giorni dedicati al voto).

Il primo dato emerso dal nostro monitoraggio è l’aumento del 46,07% del numero di discussioni tra il primo (3268) e il secondo periodo (6060), il grafico 1 mostra esattamente l’andamento di questo flusso.
Il picco è naturalmente a cavallo delle elezioni, mentre nei giorni successivi si registra una sostanziale normalizzazione del numero di citazioni che riguardano il M5S, che si attesta in media a 467 menzioni al giorno.

Per quanto il flusso di menzioni sia aumentato notevolmente, questo non ha minimamente alterato il sentiment di internet intorno al Movimento 5 Stelle, evidenziando come la genesi internettiana del Movimento abbia radici stabili nelle dinamiche della rete.

Grafico 2 – Sentiment

Il 32% delle conversazioni, sia prima che dopo il voto, è polarizzato positivamente, dato che sale fino al 72% se si escludono dall’analisi i commenti di tipo neutrale (55%): comunicati ufficiali del Movimento, veicolate attraverso il blog del comico Beppe Grillo e l’insieme dei siti e profili sui social media dei vari meetup locali.

Analizzando nel dettaglio le menzioni positive si mette in evidenza come il 40% di queste riguardano l’entusiasmo intorno al MoVimento 5 Stelle, W il M5S è infatti la frase conclusiva di molti messaggi lasciati sui principali social network.
Questo dato scardina quindi la convinzione che sia Grillo l’unico traino del movimento, infatti solo il 18% delle citazioni mette al centro il comico-blogger.
Altro tema ampiamente condiviso è quello dell’alternativa, bisogno espresso nel 30% dei commenti totali.

 

Soltanto il 13% delle conversazioni esprime invece una polarizzazione negativa, dato che certifica l’entusiasmo della rete verso il M5S, e non potrebbe essere altrimenti per un partito nato su un blog

I commenti negativi si ridistribuiscono quasi esclusivamente in due categorie, la prima è quella che raccoglie le obiezioni verso un movimento senza una struttura consolidata e “certa” che possa supportare un’attività di gestione amministrativa (52% dei commenti negativi), la seconda invece (48%) tira in ballo direttamente Beppe Grillo, additato come populista e accusato di fare del qualunquismo la propria arma vincente.

 

Il personaggio Beppe Grillo, incredibilmente, produce molti più commenti negativi che positivi, il grafico ne mostra l’andamento nelle due settimane, ma il flusso rimane simile anche in altri periodi.
Il picco più alto si ha avuto nella settimana del primo maggio, quando nello spettacolo a sostegno del candidato M5S a Palermo ha dichiarato che lo Stato è peggiore della Mafia, suscitando reazioni negative anche presso i propri sostenitori.

Internet assume un ruolo sempre più importante nella vita culturale italiana e, dopo le ultime elezioni, anche nella vita politica del Paese. Con qualche anno di ritardo la rivoluzione digitale è arrivata anche da noi, e non è certamente un caso che il partito che gode del favore della rete sia anche il partito che più di ogni altro è cresciuto nell’ultimo anno.

La chiusa dell’articolo del professore Jarvis che abbiamo visto all’inizio è questa

“The surest sign of this new world order will come if a blogger without party favours wins an election with the support of his online tribe”,

ai ballottaggi del 20 e 21 Maggio questo new world order potrebbe realizzarsi in Italia.

Mark Bartucca